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Ostuni bianca di luce...

Anche Ostuni, probabilmente intorno al IV secolo a.C., si cinse di una poderosa cerchia muraria esterna, che attualmente si può seguire lì dove gli orti finiscono ed inizia la distesa degli ulivi. Non conosciamo la struttura dell'abitato che forse era internamente ripartito con altre cerchie murarie minori, ma la ricerca archeologica ci documenta su un centro antico che occupava i terrazzi e le pendici delle colline su cui si sviluppò poi la cittadella medievale.

Dai rilievi della Murgia meridionale Ostuni, bianca di luce e di calce, si affaccia all'Adriatico, offrendosi al visitatore in tutta la sua luminosa bellezza. Posta ai margini della Valle d'Itria, conserva la schiva ritrosia dei borghi ricadenti in questo suggestivo lembo di terra insieme alla gaiezza e vivacità propria dei paesi sorti sul mare dal quale dista appena sei chilometri.

Un paesaggio dalle mille suggestioni, caratterizzato dalla presenza degli ulivi, doviziosamente disseminate nelle piane e sulle balze rocciose, una città ricca di stratificazioni storiche, che in successione di tempo è stata Messapica, Romana.

Ha conosciuto il dominio dei longobardi, di Bisanzio, dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, la tirannia della famiglia spagnola degli Zevallos, il governo Borbonico, la tensione libertaria del Risorgimento.

L'antico borgo, appollaiato sul colle più alto, immerso nella candida colata di calce, ammalia ed intriga con molteplici richiami. Attraverso di esso si possono inseguire e cogliere le tracce dei tempi e della storia civile e religiosa delle genti che hanno abitato nei luoghi o semplicemente disperdersi nel dedalo inestricabile delle bianche stradine, immergersi, dimentichi del peso della storia, in quell'atmosfera sognante ove risuonano le voci di un'umanità semplice e cordiale.

Chiuso e fortificato nella cerchia muraria, il vecchio nucleo si slarga qua e là in ariose terrazze; quasi balconi nello spazio per scoprire un panorama incantevole: la collina scende in fuga d'orti e argentei oliveti verso un mare terso azzurrissimo La Marina di Ostuni, venti chilometri di costa multiforme, bordata dalla tipica macchia mediterranea e dotata d'insediamenti ed attrezzature turistiche diversificate.

Piacevole contrappunto ai vividi colori della marina di Ostuni, i toni più pacati e la lirica tranquillità della campagna, definita "la selva", è questo il regno dei mitici trulli, simbolo ed emblema della civiltà contadina. Ostuni non è solo questo, affidare ad una guida "classica" può privare il visitatore del piacere di scoprirla passo passo nei suoi valori paesaggistici, nel suo ricco patrimonio storico, artistico, folcloristico ed umano.

 

Masserie
Distese tra gli oliveti della marina o arrampicante sui dolci declivi della collina, le masserie nel territorio di Ostuni sono numerosissime, se ne contano circa trecento, e costituiscono oltre ad un prezioso patrimonio architettonico, la più significativa espressione della civiltà agricola. Andar per masserie soddisfa la voglia di passato, di ricerca del tempo perduto, significa immergersi nella quiete della campagna per scoprire consistenti tracce di un ricco repertorio di usi e tradizioni, per ritrovare i colori, gli odori i suoni del mondo rurale, i rudimenti attrezzi da lavoro in uso nel passato e in alcuni casi imbattersi in strani marchingegni, vere e proprie “ invenzioni” frutto dell’intelligente inventiva del contadino murgiano.

Sorte in mezzo all’umile vita dei campi, le masserie recano anche le vestigia di lussi e fasti lontani, molte di esse furono, infatti, appannaggio di cavalieri di un determinato ordine (la Commenda) o di uomini di corte e, in seguito, dominio incontrastato di ricchi feudatari, conti, marchesi, baroni che fecero delle masserie il loro quartiere generale. Le masserie però non sono dei monumenti del passato, immobili reperti di un mondo ormai tramontato, ma organismi attivi e vitali.

Molte di esse si sono trasformate in aziende modello coniugando sapientemente l’antico con il moderno, altre hanno, da qualche anno, spalancato le porte al turista per offrire un’ospitalità diversa dagli standard tradizionali, un soggiorno rigenerante a contatto con la natura. L’itinerario da noi tracciato tocca solo alcune masserie tra cui sono indicate quelle ove si pratica l’agriturismo ed altre facilmente raggiungibili.

 

Marine di Ostuni
Là dove finisce la distesa degli ulivi ed il verde della mitica pianta si stempera in sfumature argentee, d'improvviso la natura si accende di un vivo cromatismo, i colori terragni cedono il posto a quelli marini. Una distesa di azzurro intenso con riflessi e trasparenze che hanno solo le acque pulite. Venti chilometri di costa si snodano pittorescamente, il mare, in un meraviglioso gioco di colori, s'insinua in cale ed anfratti, si distende in slarghi sabbiosi, si arrampica su lucide scogliere, lambisce la macchia mediterranea. Una costa di antica vitalità, abitata fin dai tempi remoti e che reca ancora le tracce di lontane forme di vita: le grotte, dimora del contadino pugliese nei secoli andati: i ruderi di antichi insediamenti, le torri costiere, fortificazioni difensive dei tempi in cui la sicurezza costituiva il bisogno primario dell'uomo.

 

Di quel passato è rimasto ben poco, la costa ostunese rappresenta oggi uno dei poli del turismo balneare in Puglia. Villaggi, strutture ricettive di livello internazionale , campeggi, ville, villette, appartamenti offrono tipologie di servizi diversificati, capaci di appagare le diverse esigenze della domanda turistica.

In una passeggiata lungo il litorale per scoprire l'Eldorado della vacanza, i centri turistici organizzati ove tutto è a portata di mano: il mare, la barca, le attrezzature sportive, la banca, l'infermeria, la discoteca.

Per chi ama la tranquillità basta immettersi in un sentiero per affacciarsi su insenature di sabbia d'oro, tratti di coste basse e bizzarramente frastagliate, cale incantate immerse nel silenzio. Un'atmosfera ariosa, tersa, un clima eccellente per una vacanza a Marina di Ostuni non solo nella lunga e calda estate ma anche nelle dolci primavere e nei calmi autunni.


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